Lavorazione ai Ferri e all’Uncinetto

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Le origini della maglia vanno ricercate nel neolitico, quando l’uomo usava le dita per intrecciare fibre naturali. Nell’era del bronzo e del ferro arriveranno i primi veri aghi di metallo. E’ più antica della tessitura e del cucito ed è il primo tentativo fatto per ottenere tessuti con cui coprirsi.

LAVORO A MAGLIA

Le prime notizie sicure provengono dalle tombe egiziane dove gli abiti sacerdotali scolpiti o dipinti ricordano la lavorazione a maglia. I primi manufatti a maglia sono stati ritrovati, infatti, in Egitto e databili intorno all’XI secolo. Si tratta di calze di cotone lavorate stranded in bianco e blu, una lavorazione troppo complessa per non pensare che si lavorasse a maglia già da parecchio tempo. In Europa la maglia si diffonde prima negli strati più elevati della società e a sfoggiare il nuovo tessuto erano soprattutto nobili e alti prelati. Si confezionavano accessori decorativi di lusso come borse per conservare le reliquie dei santi, cuscini, borsette e calze. Soprattutto le calze, perché la maglia nasce per lavorare in tubolare sempre al dritto con i ferri a doppia punta, tanto che il punto rovescio compare a metà del XVI secolo a scopo decorativo. Anche se il lavoro a maglia non ebbe origine in Gran Bretagna, qui esso fu sempre tenuto in grande considerazione ed ebbe un fortissimo sviluppo. I motivi dei maglioni delle isole Shetland, lavorati nei colori naturali delle terre, dal panna al marrone scuro, sono maggiormente stilizzati e accostati ai motivi significativi delle terre scandinave come la stella di ghiaccio e la felce. Ogni famiglia o villaggio aveva il suo proprio motivo. Saranno le stesse maglie ad aiutare nell’identificazione delle vittime del mare. Molto simili ai punti dei maglioni delle isole Aran, sono quelli dei maglioni Guernsey con la differenza che sono eseguiti, invece che con lana grossa, con lana sottile di colore scuro e basati sulla diversa combinazione dei diritti e dei rovesci dove l’effetto del rilievo è appena accennato. Il filato utilizzato era quello della lana, ma durante l’epoca romana e anche per tutto il medioevo si usò il filo di ferro per realizzare le maglie delle armature dei soldati Quando, in epoca più avanzata, venne importata la seta dall’ Oriente, questa divenne il tipo di filato preferito dai papi e dai re. Vennero realizzati capi molto preziosi arricchiti spesso da fili d’oro che si univano al filato di seta. Nel 1800 ci sarà il proliferare di telai da maglieria ormai molto perfezionati ed il lavoro manuale, non più competitivo, diventerà a poco a poco un passatempo. Negli anni Venti arriveranno Elsa Schiapparelli e Coco Chanel che vestiranno le dame di casacche di maglia e abiti di jersey. Oggi non si sferruzza più per dovere ma per piacere!

LAVORAZIONE ALL’UNCINETTO

L’uncinetto è un attrezzo costituito da un bastoncino munito a una estremità di un uncino che serve per prendere e guidare il filo.

Oggi sono fatti a macchina, normalmente in metallo, alluminio e acciaio o plastica, ma possono anche essere in legno e persino in avorio. Hanno numerose dimensioni, secondo l’International Standard Range (ISR) e vanno da 0,60 mm di diametro dell’uncino, per cotone fine, a 10 mm per filato molto grosso. Ce ne sono per i lavori che richiedono uncinetto molto fine anche da 0.55. In altre parti del mondo viene usato un sistema di numerazione differente.

Dal momento che l’uncinetto non serve per reggere i punti, come il ferro per il lavoro a maglia, ma solamente l’occhiello di lavorazione, hanno tutti una lunghezza standard che è di circa 20 cm. Esistono poi gli uncinetti per punto Tunisi che hanno lunghezza di 30 cm.

L’uncinetto di solito è schiacciato al centro per permettere una migliore impugnatura.

Origini dell’uncinetto
Le origini della lavorazione all’uncinetto sono antichissime e, come nel caso di altre arti tessili, difficili da tracciare, ma sono stati trovati esempi primitivi in ogni angolo del globo, in Estremo Oriente, in Africa, Europa, America del Nord e del Sud ed esempi se ne ritrovano già nella cultura egizia.

Alle volte l’uncinetto è stato lavorato su fini uncini con filati molto fini che producevano un delicato tessuto simile a trine, oppure è stato lavorato con filati più spessi su grossi uncini dando origine ad un tessuto compatto e denso.

Questo secondo tipo di uncinetto veniva usato dai Cinesi per fabbricare bambole tridimensionali, dagli Africani che lo usavano per fabbricare i copricapi dei loro capi tribù, dai Turchi per creare cappelli e in Scozia per fare berretti e pesanti mantelli.

La forma di uncinetto più delicata ebbe origine in Italia nel XVI secolo ed esso veniva soprattutto usato dalle suore per realizzare addobbi e vestimenti per la chiesa.

I filati
I filati da utilizzare per il lavoro all’uncinetto possono essere molto differenti per avere effetti diversi.
Il cotone e la seta producono un tessuto delicato simile alla tela del ragno che ricorda l’artigianato vittoriano, il filato spesso e grosso può essere usato per indumenti e per articoli domestici.

Per realizzare lavori creativi e piacevoli si possono usare, oltre il cotone, la lana e la seta, la ràfia, la corda, il lino, la canapa, la juta che da soli o uniti ad altri filati danno risultati insoliti.

Tipi di lavorazione

I tipi di lavorazione si possono distinguere in due categorie:

Quelli che utilizzano l’uncinetto semplice:
Uncinetto a forcella, in cui oltre all’uncinetto si usa anche una forcella, spesso in acciaio dall’aspetto di una grossa forcina da capelli. Con questa tecnica si possono fare merletti, frange, passamanerie destinate a guarnire capi di abbigliamento e frange per mobili;

Uncinetto a rete o filet;
Uncinetto friulano, un lavoro molto decorato a fiori e foglie in rilievo su una base a rete squadrata;
Pizzo d’Irlanda, che presenta ricchissimi rilievi su una base a catenelle che disegnano morbide volute.
Quelli che utilizzano l’uncinetto tunisino. Questo lungo uncino permette di raccogliere un gran numero di asole contemporaneamente, come su un ferro da calza, e di chiuderle poi una alla volta nel giro di ritorno. L’effetto finale del lavoro è molto simile a un grosso tessuto.

Punti base

Catenella: il primo punto della catenella è costituito da un cappio annodato, dentro cui si fa scorrere l’uncino per raccogliere il filo di lavorazione e farlo passare attraverso. La catenella è l’inizio di ogni lavoro e può essere lunga a piacere, ma compare anche durante la lavorazione. Ha l’aspetto di una morbida catena di filo.

Punto alto
Punto alto che consiste nelle seguenti operazioni: sull’uncinetto, infilato nell’ultima asola realizzata, 1- raccogliere il filo da lavorare, 2- con l’uncino entrare nella catenella sottostante, 3- prelevare ancora un filo e passarlo attraverso appunto quella catenella; in questo modo si hanno sull’uncinetto tre asole aperte, (gettate), 4- raccogliere nuovamente il filo di lavorazione e chiudere le prime due asole passandovi attraverso, si hanno ora due asole, 5- raccogliere ancora il filo e chiudere le ultime due asole. rimane un’asola.

Punto basso
Punto basso: si lavora come il punto alto ma elimina i passaggi 1 e 4.

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