Ricamo Embroidery

| |

Con il termine Embroidery  definiamo le tecnica del ricamo a mano per abbellire e decorare un capo di abbigliamento o accessorio.

Si lavora a mano mediante ago e filo, su capi pronti oppure a telaio, su tessuti che possono essere di vario genere. Si può ricamare con materiali differenti tra cui perline, cristalli, paillettes e couvettes oltre a nastri e fili di cotone. I corsi hanno l’obiettivo d’insegnare le tecniche di trasferimento dei disegni, esecuzione e rifinitura e sono proposti a più livelli, coinvolgendo sia il principiante che l’esperto.

STORIA DEL RICAMO

Il ricamo è un’arte antichissima, la troviamo in Oriente già a partire dal XII° sec. avanti Cristo, fino a giungere in Persia ed Egitto nel II° sec. avanti Cristo. In Occidente compare all’epoca di Giulio Cesare e si sviluppa alla corte dell’Imperatrice Bizantina Teodora. Il ricamo moderno è un mestiere d’arte che cammina parallelamente al ricamo classico (inteso come ricamo a mano con filati per biancheria), esso ha un’anima peculiare che lo rappresenta, e viene trasferito nel campo dell’abbigliamento e degli accessori moda. Il ricamo moderno utilizza, oltre ai filati, anche materiali più o meno luminosi come perline , paillettes e cristalli, e vengono lavorati a mano con o senza telaio , ad ago e filo. Oggi nel ricamo di Alta Moda si fa uso di una tecnica molto particolare denominata ricamo crochet.

Il crochet è un uncino, lo stesso strumento con il quale la nonna o la mamma ci hanno insegnato il mitico punto catenella quando eravamo bambine.

Nel ricamo però il filo non si annoda solo su se stesso ma, attraverso questo uncino, viene passato da sopra a sotto su un tessuto teso a telaio. Solo dopo il filo viene annodato su se stesso e si realizza così il punto catenella appoggiato sul dritto del tessuto.

Per un ricamo crochet occorrono: un tessuto teso a telaio; un uncino sufficientemente piccolo da trapassare senza ferire il tessuto; un filato sufficientemente fine,in modo tale che l’uncino lo possa lavorare senza problemi in maniera scorrevole. Precisione e pazienza faranno il resto.

Di questa tecnica si è cominciato a parlare dall’inizio dell’800 in Francia. L’elaborazione però non è stato appannaggio della sola cultura europea, lo hanno fatto anche gli abitanti dell’Asia Centrale e dell’India. Ciascuno con il proprio uncino, applicando materiali di infinite fatture, come perline, paillettes, cristalli e filati di ogni tipo. Basta inserirli tra il tessuto e il punto catenella e il gioco  è fatto.

Nella letteratura anglofona il ricamare con un uncino (hook) su un tessuto teso (a tamburo) su un telaio si definisce ambour embroidery.

Se si applicano materiali (perline, paillettes, etc.) si utilizza spesso il termine tambour beading. In Francia viene chiamato broderie de LunevilleIn Italia non esiste una traduzione specifica: in linea generale si parla di ricamo alta moda perché i materiali applicati sono stati utilizzati quasi esclusivamente in questo ambito.

Se sul tessuto teso a tamburo oltre al crochet ,si ricama anche con l’ago, si aumentano all’infinito le potenzialità  dei materiali e la resa artistica. I francesi l’hanno chiamata Broderie d’Art , sviluppandola a partire dalla fine dell’800 quando aumentavano le aspettative e le esigenze in fatto di moda.

Le crochet de Luneville prende il nome dalla cittadina a nord della Francia. All’inizio dell’800 nella regione della Lorena si producevano prevalentemente ricami in broderie blanche lavorando ad ago con punti tradizionali. L’introduzione dell’uncinetto fu un fatto del tutto casuale: semplicemente ci si rese conto che l’utilizzo di un uncino che passava il filo da una parte all’altra del tessuto teso, consentiva nuove esplorazioni e la possibilità di lavorare molto più velocemente. L’utilizzo di questo uncinetto dà inizio ad una vera e propria rivoluzione: le ricamatrici avviano una produzione ben più consistente, la realizzazione dei ricami diventa estremamente veloce, i punti riescono a raggiungere dimensioni ridottissime favorendo quindi lavori di estrema precisione e con design sempre più complessi. Grazie al supporto dei telai i tessuti di supporto non si arricciano né si deformano. Vengono utilizzati tessuti molto leggeri come tulle e organza e filati piuttosto sottili di cotone o di seta.

Nel 1867, monsieur Louis Ferry-Bonnechaux, ricamatore di Luneville, pare realizzi per la prima volta il point de Beauvais con un filato di perline al posto di un filato semplice, lasciando una perlina tra un punto e l’altro. Questo metodo gli consente di posare le perline una ad una, in maniera estremamente veloce, operando sul retro del lavoro. Questa nuova tecnica investe l’intero mondo moda: si va verso il periodo dell’Art Nouveau e della Belle époque con paillettes perline e lustrini, filati di seta colorati per ricami artistici sempre più complessi. Col passare del tempo il ricamo si è evoluto e ha cercato di rappresentare lo spirito del tempo, del suo cambiamento e rinnovamento fino a giungere ai giorni nostri.

Oggi in Italia il ricamo moderno, ad alti livelli, è ad appannaggio dell’Alta moda che, grazie ad artigiani del settore che collaborano con gli stilisti, realizza dei veri e propri capolavori.

Richiedi informazioni sui prossimi corsi di Ricamo Embroidery!

Richiedi informazioni sul corso
Che livello hai di conoscenza della tecnica? *
WhatsApp chat
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: